
2022
UNO SPETTACOLO
IN SCENA
AMINA AMICI
COREOGRAF* RESIDENTI // RESIDENT CHOREOGRAPHERS
MAGNIFICAT
Amina Amici incarna lo smarrimento, i dubbi, gli incubi, il dolore di Maria con movimenti del corpo spezzati, alla ricerca di linee, forme, espressioni che ne ritraggano la solitaria ricerca di un senso. Meravigliosa la sequenza concitata del sonno disturbato, in cui Amina-Maria cerca disperatamente e invano una posizione che le possa restituire la quiete dell’innocenza. Lo sguardo dell’interprete è quanto mai espressivo ed eloquente. (Francesca Maria Rizzotti | KLP)
Ed io? Io che son carne, cuore e fiato rappreso? Io? Che son unghie e denti e pelle che si trasforma in cipolla in aceto dissipata? Io, che ti ho portato come un tatuaggio, come una ruga?
Bruno de Franceschi
In Magnificat, Amina Amici prosegue lo studio sulla figura della Vergine Maria, attraverso uno sguardo laico, in una duplice ricerca: quella sul femminile e quella sulla scrittura coreografica a partire da studi e sugge- stioni pittorico-iconografiche.
Ci si domanda cosa potesse pensare intimamente Maria, cosa abbia potuto provare in seguito a eventi di vita così straordinari, e infine, come tutto questo si sia inscritto nel suo corpo.
Il movimento di un dipinto, un frammento di spazio-tempo dei pensieri più intimi di Maria, di una giovane donna, in relazione agli accadimenti della sua vita straordinaria: gli autori e i quadri scelti contribuiscono quindi alla scrittura e alla dinamica nel movimento. La ritmicità del gesto dona ‘azione’ al potenziale racchiuso nella bidimensionalità pittorica. I punti di fuga, così come il segno che si ammorbidisce per accogliere, si fanno punteggiatura nella scrittura coreografica.
Qual era il suo stato emozionale, com’era il suo sguardo e il suo cuore battente nella velocità della paura, probabilmente, nell’incontro con l’Ar- cangelo? Un luogo, non luogo, sul crinale tra astrazione e concretezza. Maria tramite tra il terreno e il divino; il punto di vista della donna madre, dell’archetipo, una donna comune e mortale.
Cosa resta di Maria nonostante noi?
progetto, coreografia e interpretazione
project, choreography and dance
Amina Amici
consulenza drammaturgica
dramaturgical advice
Doriana Crema, Stefano Mazzotta
musiche originali
original music
Bruno de Franceschi, Frequenze Nomadi Orchestra
tromba
trumpet
Mirio Cosottini
disegno luci
light design
Tommaso Contu
costumi
costumes
Stefano Mazzotta
cura della produzione
care of the production
Valentina Tibaldi
segreteria di produzione
production assistant
Maria Elisa Carzedda
produzione
production
Zerogrammi
coproduzione
coproduction
Dance Gallery / Festival Umbria Danza
in collaborazione con
in collaboration with
Studio d’Action Theatrale / Theatre du Galpon, CASA LUFT
con il sostegno di
with the support of
TAP_Torino Arti Performative, Regione Piemonte, MIC_Ministero della cultura
genere → genre TEATRODANZA/DANCETHEATRE
pubblico → audience 14+
durata → duration 40'
spazio scenico → performance space DA PICCOLE A GRANDI DIMENSIONI / SMALL TO LARGE STAGES
allestimento → staging - - -TEATRALE + SITE SPECIFIC (INDOOR/OUTDOOR) / THEATRICAL + SITE SPECIFIC (INDOOR/OUTDOOR)
staff artistico e tecnico → artistic and technical staff 1+1

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