ph. Photophilla

2008

in distribuzione

INRI

La liturgia, nei modi, nei segni che si ripetono, nelle intonazioni, diventa danza di mani giunte e ginocchia gonfie, canto di preghiere imparate a memoria in latino, fruibili nelle più goffe reinterpretazioni. I gesti e i suoni del rito rimangono detti a metà, per il timore di sbagliare, di peccare, in una teologia dove si mettono le mani in avanti prima che il peccato, sempre nascosto surrettizio dietro l’angolo, ci si stampi in faccia.

 

(Fabio Chiriatti)

(...) En travesti, con sottovesti nere, polpacci maschili ben visibili, veli in testa, borsette di cartone piene zeppe di ceri rossi e ampolle di vino tentatrici, i due esilaranti e diversissimi performer tralasciano gli accessori di un'irriverenza dolcemente innocente e mai blasfema, in una energica danza di genuflessioni, gesti votivi, mani giunte, anche avvinte in un corpo a corpo drammatico. E giungono nudi alla leggerezza purificata del loro Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum.

(M. Guatterini, Il Sole 24 Ore)

 

(...) Definitely one of this Singapore Festival's top shows!

(Y. Sheng, The Flying inkpot)

 

(...) Due interpreti che mostrano al pubblico la loro eleganza, la loro armonia e la loro ironia in uno spettacolo che dal 2008 non ha smesso di arricchirsi attraverso l’Italia.

(D. Jaccod, La Stampa)

 

Inri is a celebration – never ever disrespectful – of the power of believing.

(N. Koh, The Business Times)

 

(...) Inri è uno spaccato di vita che, pur nella sua stilizzazione e nell’uso essenziale, quasi astratto, di simboli e momenti topici, si consegna nelle mani dello spettatore in modo sorprendentemente diretto e complice, affidandosi non solo alla forza espressiva di situazioni e figure caricaturali ma anche alla verità intrinseca che ognuna di esse custodisce.

(A. Giuliani, Nucleo Artzine)

I personaggi di questo racconto, dai colori grotteschi, paradossali, improbabili pur nella loro veridicità, si muovono sulla scena in un percorso temporale che imita quello di una sgangherata liturgia. Parlano di una religione dai tratti “meridionali”, che profuma di mandarini sui presepi, che risuona di bolero nelle piazze dopo le sacre processioni, una religione di docili vecchiette rosario-munite ancora bardate in nero, il cui Dio, dopo la benedizione nel luogo imputato, le raggiunge tra le cose domestiche. C'è, nel loro mettere in danza le parole e il silenzio, una lingua del corpo in ostensione, una coreografia di passi, ora dolorosi, ora angelicati, giocata nella parodia di un bigottismo religioso e quotidiano che appartiene alla nostra cultura. C'è un universo sacro e profano, crudele e tenero, ironico e tragico nella liturgia di gesti, di genuflessioni sghembe, di posture scomode, di sgrammaticate maschere espressive che trasudano una goffaggine innocente. Nei dettagli di mani in preghiera alimentate da vorticosi e ipnotici roteamenti di bauschiana memoria; negli estatici fermo-immagine di bocche e occhi. Nelle liturgie di gambe e braccia assurte a Crocifissione, e ad una barocca Deposizione, che rimandano a icone popolari. Ci sono suoni e voci di paese, di processioni di Madonne, di litanie e rosari profumati, di un Agnus Dei struggente sulle cui note la danza stordisce e ammalia. C'è il rumore della quiete mistica, e la sospensione del miracolo pregato; c'è l'isteria dei muscoli contratti e delle schiene scoperte, e infine dei due corpi esposti a denudamenti, che rivelano la vuotezza di una pratica religiosa sterile. C'è in tutto questo, infine, un senso d'attesa perenne, incolmabile, in quella terra desolata, eppure abitata di visioni, dell'anima bisognosa di spiritualità. (Giuseppe Distefano | IL SOLE 24 ORE)

 

crediti

progetto e riallestimento 2017 a cura di

project by

Stefano Mazzotta

da una creazione 2008 di

from a 2008 creation by

Stefano Mazzotta, Emanuele Sciannamea

con

with

Chiara Guglielmi, Stefano Mazzotta

drammaturgia

dramaturgy

Fabio Chiriatti

musiche, luci, costumi e scene

music, costumes and scenes

Stefano Mazzotta

produzione

production

Zerogrammi

coproduzione

corpoduction

Festival Oriente Occidente (It), La Piattaforma (It)

con il sostegno di

with the support of 

Regione Piemonte, Mibac

un ringraziamento a

thanks to 

Dimora Coreografica (It)

progetto partecipante a

project participant to 

Anticorpi XL - Network Giovane Danza d'Autore

con il contributo di/with the contribution of Festival Interplay