ph. C. Guglielmi

 

2016

Stefano Mazzotta/Zerogrammi

JENTU

Tutto solito. Nient'altro mai.

Mai tentato. Mai fallito. Fa niente.

Tentare di nuovo. Fallire di nuovo.

Fallire meglio.


(S. Beckett)

Ever tried.

Ever failed. No matter. Try.

Again. Fail again.

Fail better.


(S. Beckett)

JENTU è una creazione per due danzatori ispirata al Don Quijote di Miguel De Cervantes. Nella lettura attenta dell’opera Cervantesca l’interesse per le gesta del protagonista e dei suoi compagni di viaggio (da Sancho Panza a Dulcinea) si è spostato sul senso che tali imprese possono ancora avere per noi oggi. Azioni senza lieto fine, inutili, consumate nella penombra di una stanza. Azioni capaci di prefigurare una nuova etica e un nuovo modello di eroe senza poteri speciali, senza gloria né squilli di tromba ad annunciarne la fragile umanità. I colori più accesi si diluiscono acquarellando la scena attraverso coreografie, soli e duetti, azioni e silenzi pervasi di un umore delicato. Si disegna con tratto leggero e sfuggente la figura di un eroe fragile, emblema di un’etica del fallimento, che rilancia la sfida a provare di nuovo, daccapo, con coraggio. Che ci parla della capacità di accettare la caduta, pur di perseguire il proprio ideale più profondo e riscoprire infine, nella tensione verso il più nobile dei nostri desideri, la meraviglia del viaggio necessario a realizzarli. Così i personaggi di JENTU. Esiliati da un tempo cui non corrispondono o da un luogo che gli è stato sottratto, sospesi, stranieri, abitano un paesaggio leopardiano che ha per soglia la resa, unico possibile luogo di appartenenza e senso.

JENTU is a creation for two dancers inspired by Miguel De Cervantes’ Don Quijote. In the careful interpretation of Cervantes’ story, the interest in the adventures of the Spanish hero and his companions(Sancho Panza and Dulcinea) has shifted to the meaning that these challenges may still have for us today: actions without a happy ending, useless, accomplished in the background of a small room, able to anticipate the ethic of a new hero model without special powers, no glory or fanfare to announce his fragile humanity. The brightest colours are diluted on the stage through choreographies, solos and duets, actions and silences permeated by a delicate mood. We perceive the figure of a hero that is the symbol of the failure, who rises to try again, all over again, bravely. A hero who tells us about the ability to accept to fall, to persist in pursuing his own ideal, in every new adventure rediscovering the wonder of the journey. So, the characters of JENTU are exiled from a time which they do not correspond to or from a place that was stolen from them; suspended, foreigners, they inhabit a Leopardi’s landscape whose threshold is represented by the yield, the only possible place of belonging and meaning.

 
 

(...) Semplicemente il viaggio verso le proprie aspirazioni, le proprie passioni, la propria bellezza. Così tentano, falliscono, ricominciano, senza mai perdersi d'animo i due protagonisti di Jentu. Novelli Don Chisciotte, anti-eroi contemporanei, che perseguono i propri ideali, viaggiando insieme, paralleli, spronandosi a vicenda. E' racchiusa in questa metafora poetica del viaggio e della non resa al mondo la riuscita di Jentu (...)

(Maria Luisa Buzzi | DANZA&DANZA)


(...) un racconto a tappe, composto da una potente gesticolazione e da larghi passi danzanti, quasi tesi e protesi ad elastico da una finestra, luogo d’incontri e partenze. L’hidalgo è un anti-eroe, combatte contro illusioni, glorie e potere mondani. Jentu nella sua forma rotonda e compiuta riesce a raccontare tutto ciò con poesia. (...)

(Marinella Guatterini | IL SOLE 24 ORE)


(...) Le coreografie ideate da Stefano Mazzotta evocano diversi stati d'animo, donandosi all'occhio e al cuore di chi guarda.

(Miriam Arensi | LA VOCE)


(...) La partitura fluida di contatti e prese, di complicità e fratellanza (che rarità vedere un duo che non evochi l’amore tra l’uomo e la donna!) si alterna a malinconici momenti di sospensione alla finestra: quasi la realtà, impossibile da ignorare, finisse sempre per richiamare a se stessa i due eroi. E anche se Chiara/Sancho non cessa si spronare il suo cavaliere (“alzati! corri! combatti!”), Stefano/Chisciotte, appeso il cappotto al chiodo, si allontana. Ma fuori dal palco, si sa, è ben più difficile dar corpo ai sogni.

(Maddalena Giovannelli | STRATAGEMMI)

 

 

info&credits

progetto, regia e coreografia/project, direction and choreography

Stefano Mazzotta


con/with

Chiara Guglielmi, Stefano Mazzotta


drammaturgia e collaborazione all'allestimento/dramaturgy and collaboration to the direction

Fabio Chiriatti


disegno luci/light design

Alberta Finocchiaro


produzione/production

Zerogrammi


coproduzione/coproduction

Pim Off (It), CASA LUFT (It)


un ringraziamento a/thanks to

Chiara Michelini,  Villa Cultura (It), Tersicorea T.Off (It)


con il sostegno di/with the support of

Regione Piemonte, MIBAC