ph. C. Guglielmi

2016

in distribuzione

JENTU

Tutto solito. Nient'altro mai.

Mai tentato. Mai fallito. Fa niente.

Tentare di nuovo. Fallire di nuovo.

Fallire meglio.

(S. Beckett)

(...) Semplicemente il viaggio verso le proprie aspirazioni, le proprie passioni, la propria bellezza. Così tentano, falliscono, ricominciano, senza mai perdersi d'animo i due protagonisti di Jentu. Novelli Don Chisciotte, anti-eroi contemporanei, che perseguono i propri ideali, viaggiando insieme, paralleli, spronandosi a vicenda. E' racchiusa in questa metafora poetica del viaggio e della non resa al mondo la riuscita di Jentu (...)

(Maria Luisa Buzzi, DANZA&DANZA)

 

(...) un racconto a tappe, composto da una potente gesticolazione e da larghi passi danzanti, quasi tesi e protesi ad elastico da una finestra, luogo d’incontri e partenze. L’hidalgo è un anti-eroe, combatte contro illusioni, glorie e potere mondani. Jentu nella sua forma rotonda e compiuta riesce a raccontare tutto ciò con poesia. (...) 

(Marinella Guatterini, IL SOLE 24 ORE)

(...) Le coreografie ideate da Stefano Mazzotta evocano diversi stati d'animo, prestandosi all'occhio, ed al cuore, di chi guarda. Un uomo che cerca di emergere, trattenuto da dubbi e incertezze, in bilico tra aspirazione e delusione.

Stefano Mazzotta e Chiara Guglielmi riempiono il palco, ed ogni movimento diviene portatore di emozioni e riflessioni. Uno spettacolo per un pubblico eterogeno, rapito da questo mondo sospeso.

(Miriam Arensi | LA VOCE)

(...) La partitura fluida di contatti e prese, di complicità e fratellanza (che rarità vedere un duo che non evochi l’amore tra l’uomo e la donna!) si alterna a malinconici momenti di sospensione alla finestra: quasi la realtà, impossibile da ignorare, finisse sempre per richiamare a se stessa i due eroi. E anche se Chiara/Sancho non cessa si spronare il suo cavaliere (“alzati! corri! combatti!”), Stefano/Chisciotte, appeso il cappotto al chiodo, si allontana. Ma fuori dal palco, si sa, è ben più difficile dar corpo ai sogni.

(Maddalena Giovannelli | STRATAGEMMI)

JENTU è una creazione per due danzatori ispirata al "Don Quijote" di Miguel De Cervantes. Nella lettura attenta dell’opera Cervantesca l’interesse per le gesta del protagonista e dei suoi compagni di viaggio (da Sancho Panza a Dulcinea) si è spostato sul senso che tali imprese possono ancora avere per noi oggi. Azioni senza lieto fine, inutili, consumate nella penombra di una stanza. Azioni capaci di prefigurare una nuova etica e un nuovo modello di eroe senza poteri speciali, senza gloria né squilli di tromba ad annunciarne la fragile umanità. I colori più accesi si diluiscono acquarellando la scena attraverso coreografie, soli e duetti, azioni e silenzi pervasi di un umore delicato. Si disegna con tratto leggero e sfuggente la figura di un eroe fragile, emblema di un’etica del fallimento, che rilancia la sfida a provare di nuovo, daccapo, con coraggio. Che ci parla della capacità di accettare la caduta, pur di perseguire il proprio ideale più profondo e riscoprire infine, nella tensione verso il più nobile dei nostri desideri, la meraviglia del viaggio necessario a realizzarli. Così i personaggi di JENTU. Esiliati da un tempo cui non corrispondono o da un luogo che gli è stato sottratto, sospesi, stranieri, abitano un paesaggio leopardiano che ha per soglia la resa, unico possibile luogo di appartenenza e senso.

 

crediti

progetto, regia e coreografia

project, direction and choreography

Stefano Mazzotta

con

with

Chiara Guglielmi, Stefano Mazzotta

drammaturgia e collaborazione all'allestimento

dramaturgy and collaboration to the direction

Fabio Chiriatti

disegno luci

light design

Alberta Finocchiaro

produzione

production

Zerogrammi

coproduzione

coproduction

Pim Off (It), CASA LUFT (It)

un ringraziamento a

thanks to

Chiara Michelini,  Villa Cultura (It), Tersicorea T.Off (It)

con il sostegno di

with the support of

Regione Piemonte, MIBAC