ph. G. Di Bello

2011/2012

repertorio

PASTO A DUE

Che Atreo possa morire in un naufragio!
Che egli confitto sulla cima di alti scogli, sventrato,
sospeso per un fianco, cospargendo le rocce di putrido marciume e di nero sangue, senza che lo accolga una tomba, porto del corpo, dove, conclusa la vita, riposi dai mali!

(Tieste, Seneca)

(...) La ricerca e l'esercizio del potere, ci dicono gli intelligenti e tecnicamente impeccabili Zerogrammi, ci sottraggono umanità, destinandoci alla solitudine, paranoica e invincibile.

(L. Bevione, Hystrio)

Potere è esercizio del confine. Come tracciare e percorrere le linee dell'esistere e sperimentare al contempo il territorio interrogativo del coesistere. Dove si svela il vocabolario della possibilità. Potere è un gioco di equilibrismo morale. Lavoro resistente e geometria del limite. Privare o privarsi di fronte al banchetto della proprietà. Questo pasto a due, tavola imbandita delle possibili conquiste, è un trattato sulla forza, sul cedere e opporre, sul consumare o conservare, soccombere e rinunciare o assoggettare, riportato con ossessione maniacale da ciò che resta di due corpi sorpresi nell'atto del contendere. Sono i fratelli della tragedia senecana Tieste, duri e spietati per brama di possesso, sono ciò che ne rimane, ombre terribili, uccelli della notte, a ricordare Tantalo, espressione di contesa, odio, atrocità. Siedono composti alla tavola imbandita su cui, secondo il racconto del tragediografo latino, si consumerà la più efferata delle vendette. Sono fermi nell'istante precedente l'epilogo del racconto, quello spazio in cui dubbio e tensione, giunti al loro apice, reiterati da tempo infinito, ne alterano e incrinano il contegno superficiale, scomponendo gradualmente le forme dell'etichetta. E qui la tragedia già si consuma nello stillicidio della domanda, della possibilità, della speranza vana, nel ribaltamento della logica, nell'eccesso del desiderio, nell'impossibilità della ragione assoluta e nei mostri che il suo sogno produce. Con PASTO A DUE si chiude il dittico ispirato al mito degli Atridi, intrapreso con la precedente creazione PUNTO DI FUGA.

 

crediti

regia e coreografia

direction and choreography

Stefano Mazzotta, Emanuele Sciannamea

da un progetto di

from a project by

Stefano Mazzotta

collaborazione all'allestimento

collaboration to the direction

Chiara Guglielmi, Martim Pedroso

drammaturgia

dramaturgy

Fabio Chiriatti

disegno luci

light design

Stefano Mazzotta, Antonio Merola

costumi e progetto scenografico

costumes and scenographic project

Stefano Mazzotta

elementi scenografici

scenographic elements

Vittorio Viola

produzione

production

Zerogrammi, Fondazione Teatro Piemonte Europa, Festival Teatro a Corte (It)

coproduzione

coproduction

Teatro da Garagem

con il sostegno di

with the support of

Regione Piemonte, MIBAC

un ringraziamento a

thanks to

Prod. Ao Quadrado (Pt), Materiais Diversos (Pt), Teatro Nacional D. Maria II (Pt), Dimora Coreografica (It)