ph. S. Mazzotta

2013

repertorio

WOLKENHEIMAT_TRATTATO DELLA LONTANANZA

L’orizzonte è la linea della lontananza. È la lontananza che si rappresenta, si fa presenza, restando lontananza. È la lontananza che si mostra nella forma del confine. Linea dove il visibile tocca l’invisibile. Il visibile appare come raggiungibile, l’invisibile è l’irraggiungibile: con l’uno e con l’altro ha un legame l’altrove.

 

(Antonio Prete, Trattato della lontananza)

(...) C'est d'une incroyable beauté tant les mouvements sont légers et fluides en même temps que d'une précision extrême. Ce n'est pas vraiment une histoire qui nous est racontée, pas de début ni de fin. Mais des gestes de la vie quotidienne qui apparaissent soudain comme éminemment poétiques pour se trouver peu à peu entraînés dans une folie burlesque, avec parfois un cri ou un rire qui s'exacerbe jusqu'à devenir dérangeant. Le public est saisi, émerveillé, complètement sous le charme de ces trois êtres magnifiques aux gestes aériens.

(N. Bourbon, Reg Arts)

Il Trattato della Lontananza, creazione per tre danzatori, è una storia di attraversamenti di soglie, di confini, di distanze. Qui il lontano si fa linea di frontiera e luogo cui appartengono la solitudine e la difficoltà di incontrare e comprendere l’altro. Oggi la lontananza non è più lontana ma prossima, transitabile, persino domestica.

Il Trattato della Lontananza, luogo di una geografia interiore, è il tentativo maldestro, goffo e superficiale di cercare l’altro, di attirare la sua attenzione, per non sentirsi smarriti e isolati, perché dell’altro c’è un bisogno primordiale. Ma incontrarsi davvero è complicato, come lo è pensare all’altro come a un approdo, a un salvatore, a qualcuno che ci accoglie senza riserva alcuna. I continui incontri e scontri tra gli interpreti, rendono evidente l’incapacità, dettata da orgoglio, paura e insicurezza, di offrirci all’altro con lealtà; il rischio è di risultare una brutta copia di se stessi.

Condividiamo una casa, un letto, i figli, il lavoro, i mezzi pubblici, i tavolini al ristorante, le spiagge affollate, gli uffici… siamo così vicini, eppure così lontani. (E. Sciannamea)

regia e coreografie

direction and choreography

Emanuele Sciannamea

con

with

Pieradolfo Ciulli, Roberta De Rosa, Stefano Roveda

costumi e scene

costumes and scenes

Zerogrammi

produzione

production

Zerogrammi

coproduzione

coproduction

Fondazione Teatro Piemonte Europa, Festival TEATRO A CORTE, Festival Oerol

con il sostegno di

with the support of

Regione Piemonte, MIBACT