ph. M. Davolio

2005/2006

repertorio

ZEROGRAMMI

*Premio MIGLIOR SPETTACOLO Giocateatro 2009

*1° PREMIO DANZ'é / OrienteOccidente 2008

Zerogrammi coglie in pieno gl'intenti dei suoi ideatori e si risolve in scena con la leggerezza di una bolla di sapone, attraverso il cui riflesso è però possibile cogliere tutte le sfumature di una delicata coreografia che fa pensare subito a Buster Keaton, anche per quella alchimia che riesce a coniugare il sorriso con la malinconia e a riempire le pause dell'esistenza con quel niente fatto di piccole nevrosi, ricordi veloci, riflessioni istantanee e tenerezze incorporee.

(F. Farina, Corriere della Sera)

 

Le spectacle le plus déjanté, deux comiques remarquables auxquels rien ne semblent impossibles, une critique acerbe de la société mais pleine de verve et d’enthousiasme qui fait passer un excellent moment.

(P. Verriele, Les Hivernal)

 

Divertente, di un’allegria clownesca e colta, citazioni moltiplicate di musica, danza e circo, cinema e arte figurativa, tutto in una fresca, leggera serie di trovate, scoperte, esperimenti in una quotidianità stilizzata resa astratta e surreale. Bravi davvero Stefano Mazzotta ed Emanuele Sciannamea, autori, registi, coreografi e interpreti di “Zerogrammi”.

(V. Ottolenghi, Gazzetta di Parma)

 

Ha fatto decine e decine di repliche, girando l’Europa delle rassegne off e dei teatri di danza d’autore, dispensando nonsense e calembour, danza, teatro, clownerie e mimo, svagati, assurdi, quotidiani, illogici ma disciplinatissimi come una poesia di Wislawa Szymborska, cui assomiglia per l’ironia e il paradosso, la contraddizione e la litote, per l’impianto narrativo da miniaturista, per il racconto brevissimo ma evocativo di enigmi essenziali espressi con succinta eleganza.

(C. Allasia, La Repubblica)

Due orsacchiotti di pezza e una Barbie con la testa attaccata con lo scotch per trastullarsi in un surreale Dejeuner Sur l'Herbe che pare dipinto da Jacques Tati. Giocare seriamente quando il gioco diventa l'unica cosa seria che ci può salvare dalla seriosità della vita. Giochi di due Candide tra Cochi e Renato e Stanlio e Ollio al teatro di Marcel Marceau e Merce Cunningham vestiti come teneri matti del paese coi berretti, quelli col paraorecchie da pilota della grande guerra in tempo di pace. Cappelli per volare senza staccarsi da terra. Tutt'al più planare a motore spento portati dall'aria, facile come una domenica mattina. "Zerogrammi": ovvero una danza senza peso. Leggera. Danza per volare, del volo senza decollo di cui abbiamo detto, e poi planare e planare un'altra volta sulla vita quotidiana, quella delle piccole cose di cui non ci si deve dimenticare. Ricordarsi di respirare. Planando portati dal vento delle nostre leggerezze, ma sì chiamiamole anche frivolezze, che così si respira meglio, e si vede bene tutto, dato che si sta a pochi centimetri dall'erba di giorni ordinari che vengono una volta a settimana e unici in questi minimi giochi e screzi innocenti quando si può essere due clown. Due mimi e danzatori contemporanei, ma pure di tango, se alla radio suona "Besame mucho", e attori e comunque due persone qualsiasi col cappello ridicolo e il pullover buffo. (...) Due clown di uno spettacolo leggero come un amore all'inizio, lieve come il vento più dolce di una serata di primavera di quando c'erano ancora le mezze stagioni: bello e delicato come quel qualcuno che ognuno di noi ha, o aspetta, per i momenti belli e senza pensieri. Quei momenti senza il cui ricordo non potremmo vivere. (Sergio Gilles Lacavalla)

 

crediti

di e con

by and with

Stefano Mazzotta, Emanuele Sciannamea

luci

lights

Stefano Mazzotta, Chiara Guglielmi

costumi e scene

costumes and scenes

Zerogrammi

musica

music

Erik Satie

produzione

production

Zerogrammi

un ringraziamento a

thanks to

Artemis Danza