stefano mazzotta/zerogrammi

Elegìa delle cose perdute

un racconto per corpi e paesaggio

a tale for bodies and landscape

Benedetti siano gli istanti e i millimetri e le ombre delle piccole cose. (F. Pessoa)

 

Il progetto coreografico Elegìa delle cose perdute si ispira a un corollario di letture di matrice prevalentemente esistenzialista e introspettiva, tra le quali emerge in particolare il romanzo I Poveri dello scrittore e storico portoghese Raul Brandao

Il paesaggio evocato da questo riferimento letterario, in bilico tra crudo, aspro, onirico e illusorio, ha la forma della nostalgia, della tedesca Sehnsucht, della memoria come materia che determina la traccia delle nostre radici e identità e, al contempo, la separazione da esse e il sentimento di esilio morale che ne scaturisce: sogno di ritorni impossibili, rabbia di fronte al tempo che annienta, commiato da ciò che è perduto e che ha scandito la mappa del nostro viaggio interiore.

Nell’indagine intorno al topos dell’esilio, il nostro desiderio è esplorare, oltre il suo significato geografico, la condizione morale che riguardi chiunque possa sentirsi estraneo al mondo in cui vive, collocandolo in uno stato di sospensione tra passato e futuro, speranza e nostalgia. Il desiderio che questa condizione reca in sé non è tanto il desiderio di un'eternità immobile quanto di genesi sempre nuove e di un luogo che resta, un luogo dove essa si anima di una rinascita che è materia viva, e aiuta a resistere, a durare, a cambiare, un luogo dove si può andare senza mai arrivare, continuamente, all’infinito.

Blessed are the moments,millimeters and shadows of the little things. (F. Pessoa)

The choreographic project Elegìa delle cose perdute (Elegy of Lost Things) is inspired by a corollary of readings which are predominantly existentialist and introspective. Among these mostly emerges the novel Os Pobres by the portuguese author and Historian Raul Brandao.

The landscape evoked by this literary reference, on the edge between raw, sour, dreamlike and illusory, reflects a nostalgia, a Sehnsucht, a memory as  matter that traces back our roots and identity and, at the same time, the separation from them and the feeling of moral exile that arises from it: a dream of impossible returns, anger facing the time that annihilates, a send-off from what is lost and that has marked the map of our inner journey.

In the investigation about the topos of exile, our desire is to explore, beyond its merely geographical meaning, the moral condition that concerns anyone who may feel alien to the world in which he/she lives, placing him/her in a state of suspension between past and future, hope and nostalgia. The desire that nostalgia carries along is not actually the desire for a static eternity, but for  ever newer genesis and for a place that remains, a place where you experience a rebirth as a living matter, that helps you to resist, to last, to change, a place where you can go without ever arriving, infinitely.

 

 

10.2018 - 01.2019

CASA LUFT | Torino (Ita)

DRAMMATURGIA E CONTESTO

DRAMATURGY AND CONTEXT

 

02.2019 - 05.2019

CASA LUFT | Torino (Ita)

PERSONE E PERSONAGGI

CAST AND CHARACTERS

 

06.2019

PERIFERIE ARTISTICHE

Supercinema | Tuscania (Ita)

LUOGHI E AZIONI

PLACES AND ACTIONS

 

07.2019

INTERCONNESSIONI

Cuccuru Nuraxi | Settimo S. Pietro (Ita)

LA TELA DEL RACCONTO

THE TALE CANVAS

 

10.2019

NID - Italian Dance Platform

Reggio Emilia (Ita)

OPEN STUDIO

 

11.2019 -07.2020

UNDER CONSTRUCTION

 

Non sono niente.

Non sarò mai niente.

Non posso voler essere niente.

A parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo.

(F. Pessoa)

 

Questa è la storia tragicomica di 7 anime: povere, derelitte, l’humus del mondo (R. Brandao). Abiti logori, dai toni della terra, coprono malamente la pelle livida, cerea al punto che l’ultima luce del tramonto sembra farla risplendere d’oro. Le loro storie, pur differenti nelle forme di esilio cui sono assoggettate, sono accomunate da un medesimo sentimento di vuoto, generato da un’assenza inesorabile e da una contingenza di miseria nera che s’inscrive in un presente senza soluzione di continuità, di una tristezza clownesca e tenera. Di tanto in tanto li accompagna l’eufonia minore di canti semplici e popolari sussurrati al cielo di notte o l’incedere malinconico di un valzer nostalgico. Ciò che resta delle loro azioni, dei loro sforzi inutili è racconto di un sentimento di cose perdute. Tra di loro vive, sospeso sul limitare di questo spazio scenico che ha i colori di una stazione di posta, un poeta il cui nome è Gabirù. Tutto ciò che è per loro confine senza appiglio di uno scoglio, argine, compimento, conclusione, per il poeta è l’iperbole da un qui e ora che è inizio, sconfinamento, invito al viaggio, all’attraversamento, alla metamorfosi.

 

Dal limitare del presente, le parole di Gabirù muoveranno i compagni di scena oltre il purgatorio della dimenticanza e del rumore, dentro un tempo poetico, silenzioso, non più lontano ma vivibile, transitabile. Una nostalgia di cose mai state, di una piccola patria mai perduta, il luogo di una memoria inventata, un passato, un presente, un futuro pensati sulle figure di questa invenzione. 

Le parole e la danza del poeta tracciano l’iperbole verso il riscatto di una terra promessa. Dove si può andare senza mai arrivare attraversando un desiderio, una capriola del pensiero, una spirale del cuore, una siepe-confine di leopardiana memoria, da cui poter contemplare la bellezza disarmante dell’infinito. La danza altalena tra attese inesorabili e un moltiplicarsi di vettori e direzioni, è vertigine, è abbandono, ha la forma di una tristezza nostalgica che chiede di essere celebrata, di corpi che si fanno paesaggio, forma dello scorrere del tempo, della memoria e della speranza, materie fondanti la vita stessa, che è attraversamento, che è non già possedere ma appartenere. Ed ecco che dentro questa logica di colpo non esiste più miseria o povertà possibile, non esiste più niente che possa essere davvero perduto.

 

Segua la vita il suo corso splendido. Sa di sogno e di ferro. E' tenerezza, disgrazia, disperazione. Ci prende, ci trascina, ci spinge, ci riempie di illusione, ci disperde per ogni angolo del globo. Ci ammacca. Ci solleva. Ci stordisce. Ci protegge. Ci infradicia nello stesso vortice di fango. Ci uccide. Però, anche solo per un momento, ci obbliga a guardare in alto e fino alla fine rimaniamo con gli occhi intontiti.  (R. Brandao)

I am nothing.

I'll never be anything.

I couldn't want to be something.

Apart from that, I have in me all the dreams in the world.

(F. Pessoa)

 

This is the tragicomic story of 7 souls: poor and derelict people, the humus of the world (R. Brandao). Worn out clothes, with earth nuances, badly cover the livid, pale skin to the point that the last light of the sunset seems to make it shine with gold. Their stories, despite their different kind of exiles to which they are subjected, have the same feeling of emptiness, generated by an inexorable absence. They share the same black misery inscribed in an uninterrupted present, of a clownish and tender sadness. From time to time the minor euphony of simple and popular songs whispered to the sky at night accompanies them or a melancholy pace of a nostalgic waltz comes through. What remains of their actions, of their useless efforts is the story of a feeling of lost things. Among them a poet named Gabirù is living there, suspended on the edge of this scenic space that has the colors of a post station or of a frontier.  Everything they treat as boundary without a handhold, an embankment, a fulfillment, a conclusion, for the poet is the hyperbole from a here and now that is the beginning, trespassing, invitation to travel, to crossing, to a metamorphosis.

 

From the confine of the present, Gabirù's words move his stage mates beyond the purgatory of forgetfulness and noise, within a poetic and silent time, no longer distant but livable, transitable. A nostalgia for things that never happened, of a small never lost homeland, the place of an invented memory, a past, a present, a future thought on the figures of this invention. 

The words and the dance of the poet trace the hyperbole towards the redemption of a promised land. The place where you can go without ever reaching it, through a desire, a somersault of your thought, a spiral of the heart, the over a hedge-limit of Leopardian memory, from which one can contemplate the disarming beauty of infinity. This dance swings between inexorable expectations and a multiplication of vectors and directions, it is vertigo, it is abandonment, it has the shape of a nostalgic sadness that asks to be celebrated, of bodies that become landscape, form of the flow of time, of memory and of hope, as the founding matters of life itself, which is always a crossing, not to possess but to belong. So within this logic  suddenly any misery or poverty are no longer possible, there is nothing left that can really be lost.

 

May life follow its splendid course. It has a dream and iron flavour. It's tenderness, disgrace, desperation. It takes us in, it drags us, it pushes us, it fills us up with illusion, it scatters us to every corner of the globe. It bruises us. It raises us. It knocks us out. It protects us. It drenches us in the same muddy vortex. It kills us. However, even just for a moment, it forces us to look up and until the end we remain with loopy eyes. (R. Brandao)

 
 

A seguito di un periodo di progettazione avviato nel 2018, la compagnia attraversa, dal 2019, cinque tappe di creazione. Durante questa fase di lavoro si definisce il cast, si compone una prima mappa coreografica e drammaturgica, si mettono a fuoco estetiche e principi di movimento, relazionando tra loro gli interpreti e i differenti linguaggi di cui sono portatori (il cast si compone di un gruppo misto di danzatori, acrobati, performer). Le residenze programmate nel 2019 sono lo strumento con cui questa mappa coreografica è messa in relazione con elementi musicali, geografici e scenografici, in una prospettiva di allestimento en plein air. A questo scopo la compagnia è ospite del progetto Periferie Artistiche a Tuscania (Lazio) e di Interconnessioni in Sardegna. Durante quest’ultima fase creativa, in particolare, la compagnia ha inscritto il proprio lavoro artistico nelle geografie del piccolo borgo di Settimo S. Pietro realizzando, oltre alle prove e alla ricerca finalizzate allo spettacolo, un ambizioso progetto filmico e fotografico in collaborazione con il cineasta Massimo Gasole (Illador Films), i cui contenuti assumono la funzione di prologo agli accadimenti dello spettacolo e presentazione dei personaggi che ne portano la storia. Seguono, fino a maggio 2020, residenze di creazione (parte delle quali in via di definizione) e la partecipazione del progetto, in forma di studio, a NID Platform 2019. Il debutto si colloca nell’estate 2020. 

After a period of planning work carried out in 2018, the company experiences, from 2019, five creative stages. During this phase of work we defined the cast, composing a first form of choreographic and dramaturgical map, bringing aesthetics and principles of movement into focus, relating to each other the interpreters and the different languages they are bringing (the cast is composed by a mixed group of dancers, acrobats, performers). Thanks to the summer residences achieved in 2019, this choreographic map is related to musical, geographical and scenographic elements, in a perspective of a plein air production. For this purpose the company is resident within the Periferie Artistiche project in Tuscania (Lazio) and the Interconnessioni project in Sardinia. During this last creative phase, in particular, the company inscribes its artistic work in the geography of the small village Settimo S. Pietro realizing, in addition to rehearsals and research for the performance, an ambitious filmic and photographic project in collaboration with the filmmaker Massimo Gasole (Illador Films), whose contents serve as a prologue of the events of the dance piece and the presentation of the characters who represent the story. Further creation residences will take place until May 2020 (part of which under definition) and the participation of the project, in the form of a study, to NID Platform 2019. Debut forecast in summer 2020. 

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produzione/production 2018-2020

disponibilità/availability 06.2020
genere/genre TEATRODANZA/DANCETHEATRE

durata/duration 60 min.

pubblico/audience +13
scena/stage MEDIUM TO LARGE HALL / SUITABLE FOR SITE SPECIFIC and PLEIN AIR STAGES

staff artistico e tecnico in tour/artistic and technical team on tour 8+2
trasporto scenografie e materiali/prop transportation AL SEGUITO/PROVIDED BY THE COMPANY

montaggi/set up lights and scenes 1 d.
smontaggi/disassembly 3 h

progetto, regia e coreografia

project, direction and choreography

Stefano Mazzotta

creato con e interpretato da

created with and interpreted by

Amina Amici, Lucrezia Maimone, Simone Zambelli, Damien Camunez, Manuel Martin, Miriam Cinieri, Gabriel Beddoes, Alessio Rundeddu

e con la partecipazione speciale, al progetto filmico, di

and with the special participation, to the film project, of

Loredana Parrella, Sara Angius

 

collaborazione alla drammaturgia

collaboration to the dramaturgy

Anthony Mathieu

 

progetto video

video project

Massimo Gasole/Illador Film

make up

Federica Li

vocal coaching

Elena Ledda, Simonetta Soro

luci

lights

Tommaso Contu

segreteria di produzione

production assistant

Maria Elisa Carzedda

 

produzione

production

Zerogrammi

 

coproduzione

coproduction

Tersicorea T Off (It), La meme balle – Avignon (Fr)

 

in collaborazione con

in collaboration with

CASA LUFT, Arca del Tempo, Cooperativa Specus, Comune di Settimo S. Pietro, Comune di Selargius, Comune di Sinnai, Regione Sardegna

 

con il contributo di

with the contribution of

INTERCONNESSIONI/Tersicorea, PERIFERIE ARTISTICHE - Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio - Supercinema, Tuscania, CEDAC Sardegna

 

con il sostegno di

with the support of

Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, Regione Piemonte, MIBAC - Ministero per i beni e le Attività Culturali

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