2020
danza e media/dance and media

Elegìa_ISOLE

progetto/project

Stefano Mazzotta


creato con e interpretato da/created with and interpreted by

Amina Amici, Lucrezia Maimone, Simone Zambelli, Damien Camunez, Manuel Martin, Miriam Cinieri, Gabriel Beddoes, Alessio Rundeddu


drammaturgia/dramaturgy

Fabio Chiriatti

 

progetto video/video project

Massimo Gasole/Illador Film


segreteria di produzione/production assistant

Maria Elisa Carzedda

 

produzione/production

Zerogrammi

 

coproduzione/coproduction

Tersicorea T Off (It), La meme balle – Avignon (Fr), La Nave del Duende - Cacderes (Sp), Festival Danza Estate - Bergamo (It)

 

in collaborazione con/in collaboration with

CASA LUFT, Arca del Tempo, Cooperativa Specus, Comune di Settimo S. Pietro, Comune di Selargius, Comune di Sinnai, Regione Sardegna

 

con il contributo di/with the contribution of

INTERCONNESSIONI/Tersicorea T Off, PERIFERIE ARTISTICHE - Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio - Supercinema, Tuscania, Fondazione di Sardegna

 

con il sostegno di/with the support of

Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, Regione Piemonte, MIBAC - Ministero per i beni e le Attività Culturali


ISOLE costituisce uno dei capitoli costitutivi del più ampio progetto creativo 2018-2020 "Elegia delle cose perdute". L'azione nasce in periodo di isolamento causato dall'emergenza internazionale COVID19 con l'intento di proseguire e approfondire, nonostante le difficoltà causate dalle distanze, l'articolato lavoro creativo intorno alla costruzione dei personaggi di "Elegia". Lo stato di quarantena imposto dall'emergenza sanitaria costringe gli interpreti a una solitudine forzata, a un tangibile sentimento di vuoto e di precarietà avvicinando, in qualche modo, questo sentire alla condizione dei poveri del romanzo di Raul Brandao da cui la creazione è tratta. Raccogliamo questa esperienza significativa, apriamo gli occhi per vederla bene e proviamo a farne tesoro per restituirne i colori in un carosello di immagini in movimento in forma di brevissimi cortometraggi, a raccontare le piccole storie senza soluzione di continuità che svelano, una a una, vuoti e desideri dei personaggi di "Elegia".

 


NOTE DRAMMATURGICHE (a cura di Fabio Chiriatti)


È come entrare in una casa, in una stanza a dare uno sguardo, un’ occhiata di nascosto.

Mossi dalla curiosità di ascoltare questi uomini e queste donne, dei loro corpi, soprattutto, strumenti del loro dire. Ognuno ha un desiderio da confessare, un desiderio così grande che non può essere detto in altri modi se non con il corpo. Alcuni sono desideri felici, altri invece sono irresistibilmente infelici, ma non per questo sono meno degni, o più pericolosi. Esiste qualcosa di più terribile e pericoloso di un desiderio di felicità?

Il racconto è frammentario, pezzi di vita che girano su una giostra, lo sguardo si posa ora su uno ora su l’altro, per poi allontanarsi un attimo per avere una visione d’insieme.


ISLANDS is one of the chapters of the wider 2018-2020 creative project "Elegia delle cose perdute". This action takes shape in a period of isolation caused by the international emergency COVID19 with the intent to continue and deepen, despite the difficulties caused by distances, the articulated creative work around the construction of the characters of "Elegia". The state of quarantine imposed by the health emergency forces the interpreters to a solitude, to a tangible feeling of emptiness and precariousness, somehow bringing this feeling closer to the condition of the poor in the novel by Raul Brandao from which the creation is taken. We gather this significant experience, we open our eyes to see it well and try to treasure it to describe its colors in a carousel of moving images in form of short films, to tell the small seamless stories that reveal, one by one, empty and wishes of the characters of "Elegia".



DRAMATIC NOTES (by Fabio Chiriatti)


 

It is like entering a house, in a room to take a look, a hidden glance.

Moved by the curiosity to listen to these men and women, their bodies, above all, instruments of their saying. Everyone has a desire to confess, a desire so great that it cannot be said in other ways than with the body. Some are happy desires, others are irresistibly unhappy, but they are not less worthy or more dangerous. Is there anything more terrible and dangerous than a desire for happiness?

The focus is on the individual small stories, and then take a moment to get an overview.


© Zerogrammi 2005