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2019/2021
#COMUNITÀ #STORIE #LINGUAGGI

IL FILM_ELEGìA DELLE COSE PERDUTE

ph. A. Mathieu

una riscrittura da / a rewrite from Os Pobres di / by Raul Brandao | soggetto, regia e coreografie / project, direction and choreographies Stefano Mazzotta | co-regia / co-direction Massimo Gasole | progetto realizzato con il contributo di / project realized with the contribution of Interconnessioni (residenze artistiche in Sardegna – direzione Simonetta Pusceddu / Tersicorea - ai sensi dell’intesa Stato-Regioni sancita il 21.09.2017 e in attuazione dell’articolo 43 del D.M. 27.07.2017) | creato con e interpretato da / created with and interpreted by Alessio Rundeddu, Amina Amici, Damien Camunez, Gabriel Bedoes, Manuel Martin, Miriam Cinieri, Lucrezia Maimone, Simone Zambelli | e con / and with Sara Angius, Elisa Zedda | con la partecipazione speciale di / special guests Antonio Piovanelli, Bonaria Ghidoni, Loredana Parrella | collaborazione alla drammaturgia / collaboration to the dramaturgy Fabio Chiriatti, Anthony Mathieu | operatori di ripresa / camera operators Massimo Gasole, Damiano Picciau | riprese aeree / aerial shots Alberto Masala | montaggio / editing Massimo Gasole | foley soundesign, mix audio Emanuele Pusceddu | color grading e direttore della fotografia / color grading and director of photography Damiano Picciau | trucco e parrucco / make up Federica Li | costumi e scene / costumes and sets Stefano Mazzotta | luci / lights Tommaso Contu | segreteria di produzione / production assistant Maria Elisa Carzedda | produzione / production Zerogrammi | in collaborazione con / in collaboration with Tersicorea_Officina delle arti sceniche, Illador Films, Casa Luft, Arca del tempo, Festival Danza Estate, C.ie La meme balle, La nave del duende | con il contributo di / with the contribution of Twain _ periferie artistiche_centro di residenza della Regione Lazio | con il sostegno di / with the support of Mic, Regione autonoma della Sardegna, Regione Piemonte, Fondazione di Sardegna, Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna, Comune di Settimo San Pietro, Comune di Selargius, Comune di Quartucciu, Ce.D.A.C Sardegna_circuito multidisciplinare dello spettacolo dal vivo | luoghi / locations Galleria Rifugio Don Bosco_sec. XVIII (Cagliari), Casa Baldussi (Settimo San Pietro), Casa Pilleri (Settimo San Pietro), Casa Comunale Dessy (Settimo San Pietro), Casa privata Dessy (Settimo San Pietro), Stagno di Sal’e Porcu (Oristano), Spiaggia di Kal’e Moru (Geremeas/Quartu Sant’Elena), Parco Archeologico Cuccuru Nuraxi (Settimo San Pietro), Casa campidanese Zuddas di Angelo e Sara Fadelli (Dolianova) | un ringraziamento a / thanks to Elisabetta Milia, Alessandro Baldussi, Sandro Perra, Raffaele Lai, Angelo e Sara Fadelli, Salvatore Medda, Valentina Tibaldi, Silvia Battaglio, Cooperativa Specus, Cooperativa Bios




(...) Opera di grande maturità estetica.

Stefano Tomassini | Artribune


Il cielo, il sole, la luna, le case all’imbrunire, i piedi inquadrati mentre passano sempre davanti alle stesse porte, la donna che piange , le danze collettive animano dall’interno un paesaggio pieno di bellezza quanto lontano da estetismi di maniera: un montaggio figlio del corpo narrante.

Francesca Pedroni | Il Manifesto


It’s a masterful piece, having the structure of a dance film without spoken words, and also of a narrative feature film inspired by Os Pobres, a novel by Rau Brandäo. We find feelings of exile, loss, decadence, remembrance, nostalgia, even humor. Dance theater is emotively interpreted, reminding of Pina Bausch’s taste. The photographs and images are composed in a very fine artistically way, making definitely a grand scale classic Italian film.

The Giury | Riff Festival Norway 2022


(...) Out of all 29 films, the highlight of this year’s PDFF is the Italian film Elegy of Lost Things, a stunning 48-minute art piece depicting life in a rural town. Inspired by Portuguese author Raul Brandão’s novel Os Pobres (The Poor), director Stefano Mazzotta delivers a portrait of morality, estrangement, sociopolitical consideration, and realism. The 48-minute-long film views like an arthaus flick and delivers stunning performances in both dance and acting from the cast. The choreography is as wonderfully subtle and asymetrical as the shot choices and the coloring, which adds a realistic sun-bleached haze over the quietly riveting story. Elegy of Lost Things is impeccable in its versatility.

Amy Leona Havin | OREGON ARTSWATCH


(…) Una danza lenta e sofferta. Il sogno di un pazzo. Il delirio di un clown. Il dolore sconnesso di una donna vestita di nero. Figure dall’incedere meccanico, dallo sguardo assente come i pesonaggi di Kantor, perennemente sul crinale tra vita e morte. (…) Stefano Mazzotta, scuole Koreja e Paolo Grassi, artista multimediale in assiduità con il “terzo teatro”, interseca danza coreutica, letteratura, fotografia e arti plastiche. E trova il pharmakon nella ferita stessa. I danzatori metabolizzano la propria morte quando ne diventano coscienti. La superano nella coralità che conforta il dolore. Danno forma a una danza unanime, dove coesistono magia e follia. Un naufragio in un Sud ancestrale. Un viaggio che ricorda “Miracolo a Milano”, ma anche il sogno di un matto in “Train de vie”. 

Vincenzo Sardelli | KLP






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