lucrezia maimone/zerogrammi

Simposio del silenzio

 

Il sogno è la porta d’ingresso in un mondo fiabesco di nuvole antropomorfe che amoreggiano, orchi e gigantesse, animali fantastici, neri conigli e uccelli rapaci. 

(Lorenzo Mattotti)

Nel complesso viaggio che ci traghetta dall’infanzia all’età adulta, l’adolescenza è il luogo transitorio delle inquietudini, delle trasformazioni, il luogo dove i sogni e i desideri, provenienti con incanto infantile dalla spensieratezza dell’infanzia, si proiettano al futuro dialogando (e sovente scontrandosi) con la realtà. Come le fiabe ci insegnano, questo è però il viaggio necessario a comprendere chi siamo anche e soprattutto attraverso il dialogo con le nostre paure più profonde. Così in Simposio del Silenzio: uno racconto tra danza, clownerie e teatro, pensato e costruito come un viaggio fiabesco nel mondo oscuro dell’inconscio, le cui geografie si ispirano alle opere illustrate di Lorenzo Mattotti. Al centro della storia è l’inquietudine e la fragilità di una giovane protagonista e la sua goffa relazione interrogativa con grossi e pesanti libri a popolare la scena. Come portatori di ipotetiche risposte e strade percorribili, questi oggetti, quasi dotati di vita propria, la accompagnano in un viaggio verticale alla ricerca di sè che quasi ricorda gli scenari illogici dell’Alice di Carroll durante la celebre caduta nella tana del bianconiglio. Da questa caduta all’indietro, immagini e movimenti si susseguono, per dare vita a simboli dell’inquietudine infantile, attraverso gli scenari torbidi di una narrazione dedicata al dubbio, all'incertezza, alla precarietà dell’io.

Come in ogni fiaba di crescita, la narrazione insiste e ritorna sulle dinamiche generate dalla domanda e dal desiderio di equilibrio di fronte all'ostacolo, alla prova da superare, al luogo sicuro e all'ordine da conquistare: abbandonando la certezza presunta di un centro, il racconto si lancia nella precarietà del moto, nella ricerca di un temporaneo luogo sicuro, di un ordine plausibile, per restituirci infine l'unica certezza possibile: che nulla resta mai uguale a se stesso e che la condizione di domanda è l'unica via per la crescita, il cambiamento, la scoperta.

La giovinezza è finita, la fantasia sta svanendo, i sogni si allontanano e diventano ricordi, poi pensieri che si mescolano alla realtà. Una serie di grossi libri enigmatici popolano la scena costruendo fantasie controverse, raccontando le nostre inquietudini, le nostre speranze, mostrandoci le paure che risiedono nei nostri cuori, chiedendoci infine di non lasciar scappare la magia dell’infanzia neanche quando saremo vecchi. Simposio del silenzio è una fiaba sulla precarietà: il peso, l’equilibrio, il rischio, il conflitto dualistico e l’ineluttabile desiderio di un’irraggiungibile armonia unitaria, un viaggio fiabesco nel mondo oscuro dell’inconscio, luogo in cui risiede il nostro sé implicito, nel quale è necessario recarsi per poter conoscere le profondità del proprio essere, della propria complessità, tuffandosi nell’oscurità della propria essenza nella speranza di riemergere in un nuovo sé unitario e integrato.

The dream is the gateway to a fairy-tale world of anthropomorphic clouds that flirt, orcs and giantesses, fantastic animals, black rabbits and rapacious birds. 

 

(Lorenzo Mattotti)

In the complex journey that takes us from childhood to adulthood, adolescence is the transitory moment of anxieties, of transformations, the place where dreams and desires, deriving from the childhood’s thoughtlessness with childish enchantment, are projected into the future by dialoguing (and often colliding) with reality. As fairy tales teach us, however, this is the necessary journey to understand also who we are and above all through the dialogue with our deepest fears. Thus in Symposium of Silence: a tale of dance, circus and theater, conceived and created as a fairytale trip into the dark world of the unconscious, whose geographies are inspired by the illustrated works of Lorenzo Mattotti. The story is focused on the anxiety and fragility of a young protagonist and her clumsy interrogative relationship with large, heavy books that inhabit the scene. As bearers of hypothetical answers and viable paths, these objects, almost provided with a life of their own, accompany her on a vertical journey in search of herself that almost recalls the illogical scenarios of Carroll's Alice during the famous fall in the white rabbit's hole.

From this fall backwards, images and movements in succession, give life to symbols of childish anxiety, through the turbid scenarios of a narrative dedicated to doubt, uncertainty, and self precariousness.

As in any fairy tale of growth, the narrative insists and returns on the dynamics generated by the demand and the desire for balance facing the obstacle, the test to pass, the safe place and the status to be conquered: abandoning the presumed certainty of a center, the story slides into the precariousness of motion, in the search for a temporary safe place, of a plausible order, to finally give us the only possible certainty: that nothing remains ever the same and that the condition of demand is the only one way to growth, change, discovery.

Youth is over, imagination is fading away, dreams wander off and become memories, and thoughts mix with reality. A series of large enigmatic books inhabit the scene creating controversial fantasies, telling of our anxieties, our hopes, showing us the fears that we keep in our hearts, asking us eventually not to let the magic of childhood escaping even when we will be old.

Simposio del silenzio is a fairy tale about precariousness: weight, balance, risk, the dualistic conflict and the ineluctable desire for an unattainable unitary harmony, a fairytale journey into the dark world of the unconscious, where our implicit self is necessary to be discovered to be able to know our depths, our own complexity, diving into the darkness of our own essence in the hope of re-emerging into a new unitary and integrated self.

RESIDENZE ARTISTICHE/ARTISTIC RESIDENCIES

CASALUFT (Torino, Italia)

LAVANDERIA A VAPORE (Collegno, Italia)

 INTERCONNESSIONI ed. 2018/Tersicorea T Off (Settimo S. Pietro, Italia)

ARMUNIA (Castiglioncello, Italia)

TEATRO SI'E BOI (Selargius, Italia)

T Off (Cagliari, Italia)

ANTEPRIME/WORK IN PROGRESS

CASALUFT (Torino, Italia)

 FESTIVAL CONFORMAZIONI (Palermo, Italia)

CARTEC Musei Civici (Cagliari (Italia)

FUCINA TEATRO/Ex vetreria (Cagliari, Italia) 

DANZA TAC (Tenerife, Spagna)

COLLABORACTIONKIDS/Festival Y Generation (Trento (Italia)

FESTIVAL AMMUTINAMENTI (Ravenna, Italia)

PREMIERE

30.10.2019

TEATRO CUMINETTI (Trento, Italia)

 
 

(...) ha l’aria e il profumo di una favola, e della fiaba possiede i tratti fantasiosi conditi da risvolti cupi, inquietanti e fatali. Una donna con una lunga treccia e un lungo vestito verde danza con le movenze di un automa meccanico da racconto di Hoffmann o Edgar Alla Poe. I libri si spargono nello spazio, vengono aperti e come scatole a sorpresa rilasciano immagini in movimento che si snocciolano con grazia e una certa ironia. Una danza giocosa e seria insieme, evocativa e intensa in perpetua relazione con quei grossi volumi che pesano, gravano eppure elevano e spingono.

(Enrico Pastore)

(...) Libri che costruiscono fantasie controverse come buchi luminosi nel buio, ma capaci allo stesso modo di risucchiarla. Ella li combatte facendo leva sul suo corpo generoso e atletico. Muro in verticale sulle braccia, ellisse d’aria nelle giravolte in avanti e all’indietro su un braccio, spazialità estesa e nervosa nella spaccata. Accade che una figura in apparenza placida e remissiva lasci spazio a un conscio ardore. La Maimone riproduce un universo d’immagini emotività e percezioni, calato nel teatro più puro.

(Enrico Rosolino | Verve Magazine)

 
 

Nel complesso processo di crescita di ogni individuo, la ricerca di un’armonia incarnata e interpersonale sembra a volte essere una meta irraggiungibile. Si percorre un cammino ricco di insidie e piccoli tradimenti da parte di un mondo/una società che non sempre rispecchia le nostre aspettative, rispondendo in maniera dissonante alle vibrazioni della nostra anima, come se i nostri desideri si risolvessero più spesso in “chimere irraggiungibili” che in traguardi conquistati.

Nella consapevolezza che la percezione del mondo è creata dalla nostra mente e non può essere oggettiva, ci accorgeremo poi che per quanto il punto di arrivo prefissato possa essere un miraggio, sarà proprio quel punto immaginario ad aver dato impulso al cammino verso l’integrità, portandoci alla scoperta che l’armonia risiede nel movimento stesso verso la ricerca, così come nel viaggio (fiabesco), ritrovandoci condotti al punto di partenza, avremo compreso che proprio il viaggio, e non la meta, è il valore con il quale torniamo a noi stessi con nuovi occhi.

 

La coreografia che compone lo spettacolo “Simposio del Silenzio” nasce dall’osservazione del gesto e del “corpo” quotidiano, profondo, significativo e intellegibile nella sua semplicità. L’imperfezione del corpo in azione e le sue fragilità sono esplorate e rielaborate nelle opposizioni, nei passaggi, nei luoghi di trasformazione, per restituire, nel merito della storia, la poesia della contraddizione: il dubbio nella risposta, il sorriso nella tragedia, l’incertezza e l’ostacolo, lo smarrimento e il bisogno di appartenenza, così chiaramente espressi nell’opera di Mattotti cui il progetto si ispira: l’inquietudine della crescita e il coraggio necessario al superamento di ogni limite.

 

Il progetto coreografico è una creazione multidisciplinare a cavallo tra danza e arte circense.

Ispirandosi agli universi di intensa portata emotiva dell’illustratore Lorenzo Mattotti, la narrazione, ci trasporta in mondi immaginifici, dove umore e poesia si alternano a ritmo incalzante. Immagini narrative si intrecciano per dare vita a un racconto che scava nella memoria del fiabesco, evocando simboli e immagini dell’inquietudine infantile e dove luce e buio vestono un ruolo da protagonisti.

In the complex process of growing up of each individual, the search for a personified and interpersonal harmony sometimes seems to be an unreachable goal. We cross a path full of pitfalls and small betrayals in a world / a society that does not always reflect our expectations, responding in a dissonant way to the vibrations of our soul, as if our desires were more often resolved in "unreachable chimeras" rather than in conquered goals.

In the awareness that the perception of the world is created by our mind and cannot be objective, we will then realize that although the arrival point can be a mirage, it will be exactly that imaginary point that has given us a stimulus towards integrity, leading us to the discovery that harmony lies in the movement itself towards research. In the same way in the journey (fairytale), finding ourselves led back to the starting point, we will have understood that precisely the journey, and not the destination, is the value through which we return to ourselves with new eyes.

The choreography of "Symposium of Silence" comes from the observation of the gesture and of the daily "body", which is deep, meaningful and intelligible in its simplicity. The imperfection of the body in action and its fragility are explored and re-elaborated in the oppositions, in the passages, in the places of transformation, to return to the poetry of the contradiction: the doubt in the answer, the smile in the tragedy, the uncertainty and the obstacle, the loss and the need to belong, so clearly expressed in Mattotti's work which the project is inspired by: the anxiety of growth and the courage necessary to overcome any limit. 

The choreographic project is a multidisciplinary creation between dance and circus art.

Inspired by the universes of intense emotional extent of the illustrator Lorenzo Mattotti, the narration leads us into imaginative worlds, where mood and poetry alternate with pressing pace. Narrative images interweave to give life to a story that digs into the memory of the fairy tale, evoking symbols and images of childhood anxiety and where light and dark dress a leading role.

 

produzione/production 2018-2019

disponibilità/availability 11.2019

genere/genre TEATRODANZA/DANCETHEATRE

durata/duration 50 min.

pubblico/audience +10

scena/stage MEDIUM HALL

staff artistico e tecnico in tour/artistic and technical team on tour 3+1

trasporto scenografie e materiali/prop transportation AL SEGUITO/PROVIDED BY THE COMPANY

montaggi/set up lights and scenes 1 d.

smontaggi/disassembly 3 h

una creazione di/a creation by

Lucrezia Maimone

 

in scena/on stage

Lucrezia Maimone, Damien Camunez

 

ambiente sonoro/sound and music

Lorenzo Crivellari

 

violino/violin

Elsa Paglietti

 

coaching coreografico e drammaturgico/choreographic and dramaturg advice

Stefano Mazzotta

 

effetti magici/magic effects

Jonathan Giard

 

disegno luci/light design

Tommaso Contu

 

fotografia/photography

Stefano Mazzotta

 

produzione/production

Zerogrammi

 

con il contributo di/with the contribution of

Interconnessioni 2018/Tersicorea (Cagliari)

 

con il sostegno di/with the support of

Regione Piemonte, MIBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali

progetto vincitore del Premio/Project winner of the prize

CollaborAction Kids XL#1 2018 - azione del Network Anticorpi XL | Cantieri Danza | Solares | Amat | Arteven | Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza | La Piccionaia | Fondazione Piemonte dal Vivo | Teatro Pubblico Pugliese | C.L.A.P. Spettacolodalvivo | Armunia | FTS Onlus | ACS | Centro Servizi Culturali Santa Chiara | FIND.

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Un ringraziamento speciale a Stefano Mazzotta per l’immenso sostegno e il preziosissimo accompagnamento artistico, Simonetta Pusceddu per l’inestimabile appoggio e fiducia, giorno e notte, Anthony Mathieu per la compartecipazione e complicità.

A special thanks to Stefano Mazzotta for the immense support and the precious artistic advice, Simonetta Pusceddu for the invaluable support and trust (day and night), Anthony Mathieu for the sharing and complicity.

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