top of page

ph. S. Mazzotta

2013

Stefano Mazzotta // Zerogrammi

LA GRAMMATICA DELLE NUVOLE

(...) Un teatro di danza fra i più profondi nel panorama torinese, in cui i tre personaggi si fanno evocazioni, parti inconsce di storie a metà fra reale e onirico.(...) (Giovanni Bertuccio, Whip Art)


(...) Questa Alice è dotata di una forza narrativa unica, data dalla tenerezza e da un pathos assoluto ma controllato. La coreografia accompagna il pubblico in un intimismo dal sapore agrodolce e suscita un sentimento di fiduciosa e commossa gentilezza nei confronti della narrazione fantastica. L’autunno in questa Alice si trasforma in una seconda primavera lasciando lo spettatore avvolto dai tenui colori e dalla bellezza del finale dove un silenzio carico di emozioni accompagna gli affetti ritrovati. Cinquanta minuti di pura poesia.(...) (Michele Olivieri, Danzaeffebi)


(...) È governato da una “grammatica delle nuvole” il linguaggio coreografico di Zerogrammi, un lessico leggero di smorfie e sospiri, attese e rincorse, ammiccamenti e filastrocche. Anche in Alice, come in molti dei precedenti lavori, ritroviamo tutti gli ingredienti che hanno reso la compagnia una delle realtà più interessanti della nostra danza contemporanea: la cura nella partitura coreutica, la potenza evocativa delle immagini, il raffinato uso dello spazio scenico, l’attenzione allo sviluppo drammaturgico.(...)

(Maddalena Giovannelli | Stratagemmi)


(...) Come un’epifania giungono vivi odori, sapori e luci di giorni lontani, addormentati nel ricordo e risvegliati nel presente, quando l’emozione li ricongiunge a noi in tutta freschezza. È malinconica euforia ad infondere quel nostalgico tepore del tempo che passa e di foglie che cadono, rosse nelle nervature, grandi e palmate, ricoprendo un «giardino d’autunno» perso nell’altrove. In questo spazio vigono delle regole stabilite da La grammatica delle nuvole di Zerogrammi. (...)

(Lucia Medri, Teatroecritica)


(...) La rappresentazione è un composto fluido di segni gestuali, sonori e visivi che si ricreano in un modo comunicativo unico, mai didascalico, sempre suggestivo ed evocativo. La complessa combinazioni di elementi drammaturgici differenti si consegna al pubblico in modo incredibilmente diretto ed efficace. La grammatica delle nuvole è un linguaggio privo di regole sintattiche ma chiaro e leggibile in ogni suo gesto; non lascia tracce ma riempie luoghi. È la punteggiatura di una pagina bianca, un racconto scritto senza inchiostro.

(Alice Giuliani, Nucleo Art-Zine)


(...) La meraviglia è visiva, è nei loro corpi, è negli inciampi, è nella danza aerea dei lampadari accesi e ondeggianti, è nella felice regressione allo stato dell'illogico. (...)

(Salvatore Insana, KLP)




ph. G. Di Bello

© zerogrammi
bottom of page