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PAST FORWARD

IN CORSO

STEFANO MAZZOTTA

// ZEROGRAMMI

PAST FORWARD

UNO SPETTACOLO, UN PROGETTO FOTOGRAFICO, UN PROGETTO DI RICERCA COREOGRAFICA, UN PROGETTO MULTIMEDIALE

  • Past Forward nasce dall’archivio delle creazioni di Zerogrammi e attraversa venticinque anni di ricerca coreografica come una materia aperta, instabile e continuamente trasformabile. Non una raccolta ordinata di opere concluse, ma un paesaggio di tracce, gesti, immagini, memorie corporee e presenze che continuano a interrogare il presente.

    La danza, per sua natura, resiste alla fissazione definitiva. Rimane nei corpi, nei dettagli, nelle posture, nelle tensioni invisibili che attraversano il tempo. Ogni creazione lascia dietro di sé una costellazione fragile fatta di materiali documentari, ma soprattutto di esperienze sedimentate nei corpi di chi le ha abitate.

    Past Forward si colloca dentro questo spazio di trasmissione e metamorfosi, dove repertorio e contemporaneità smettono di essere dimensioni separate. Le creazioni archiviate non vengono considerate testimonianze statiche, ma organismi capaci di continuare a generare relazione, ascolto e trasformazione.

    L’archivio diventa allora un territorio da attraversare: uno spazio in cui memoria e invenzione convivono, e in cui il passato continua a produrre nuove possibilità di presenza.

  • Past Forward attiva pratiche di riattraversamento, trasmissione e riattivazione del repertorio coreografico di Zerogrammi attraverso differenti dispositivi artistici e relazionali.

    Coreografie, materiali di lavoro, appunti, immagini, frammenti scenici e memorie corporee vengono riabitati attraverso processi che coinvolgono artisti, giovani autori, performer, comunità temporanee e contesti differenti. Ogni riattivazione produce inevitabilmente uno scarto: una deviazione, una nuova interpretazione, un differente modo di abitare il gesto.

    Il progetto si sviluppa attraverso riallestimenti, pratiche di trasmissione, laboratori, dispositivi audiovisivi, installazioni, incontri pubblici e percorsi di ricerca che mettono continuamente in dialogo archivio e creazione contemporanea.

    Il repertorio non viene preservato nella ricerca di una forma immutabile, ma attraversato come materia viva. La trasmissione non coincide con la replica, ma con un processo dinamico che accetta trasformazione, vulnerabilità e reinvenzione come parti essenziali della memoria stessa.

    In questa prospettiva, il corpo non è soltanto interprete dell’archivio: ne diventa supporto, spazio di riscrittura e possibilità futura.

  • ZEROGRAMMI 25°

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  • THYESTES // PROVE IN SALA

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  • STATO in corso

    AMBITI Archivio vivente · repertorio coreografico · memoria corporea · trasmissione · ricerca performativa · danza contemporanea 

    FORMATI ATTIVABILI Performance · laboratorio · installazione · audiovisivo · pubblicazione · incontro · percorso formativo · residenza

    CONTESTI DI ATTIVAZIONE Teatri · archivi · musei · biblioteche · spazi non convenzionali · contesti educativi · luoghi della memoria

    DESTINATARI Artisti e artiste · giovani autori · studenti · comunità temporanee di ricerca · pubblico trasversale

    MODALITÀ Partecipativo · intergenerazionale · multidisciplinare · modulabile · site-sensitive

TORNA AI PROGETTI

Un archivio vivente di creazioni di danza non è una semplice raccolta del passato, ma un organismo che pulsa nel presente. Qui, ogni gesto conservato è anche un gesto che attende di essere riattivato. È memoria che non si limita a testimoniare, ma che insiste nel voler continuare a danzare.


Past forward è il motore di questo archivio: non uno sguardo nostalgico all’indietro, ma un modo di spingere il passato in avanti, di farlo avanzare, trasformandolo in motore creativo. Significa non archiviare per fermare, ma per mettere in circolo. Ogni coreografia, ogni appunto, ogni traccia lasciata da un corpo in movimento diventa materia viva per nuove visioni, nuove interpretazioni, nuove danze. Ogni coreografia conservata è un pensiero corporeo che continua a generare significato.


In questo spazio, l’archivio non è un deposito ma un attraversamento, custodisce presenze. I corpi che lo abitano non sono spettatori ma eredi attivi, chiamati a interrogare ciò che è stato per tornare a essere. Il gesto archiviato è sospeso, pronto a rifiorire, a cambiare forma, a trovare un nuovo ritmo.


 

Un archivio vivente è fatto di gesti che si offrono alla trasformazione, si fonda su una fiducia profonda nella trasmissione, ma è una trasmissione dinamica, instabile, che accetta l’errore, la deviazione, la reinvenzione.


È invito a interpretare, a reinterpretare, a tradire perfino, purché si continui a danzare. È un patto fragile tra fedeltà e invenzione. È il corpo stesso che diventa documento, supporto, linguaggio.


Past forward è allora una pratica, un atteggiamento, non un luogo chiuso ma un attraversamento di memorie: il tempo che scorre in avanti portando con sé, come linfa, tutto ciò che l’ha preceduto. Non per conservarlo intatto, ma per permettergli di cambiare, di sorprendere ancora. Per questo un archivio vivente non si osserva soltanto: si abita e si ascolta.

Past Forward attraversa venticinque anni di creazioni di Zerogrammi come un archivio vivente di corpi, gesti e memorie.
Un progetto di ricerca, trasmissione e riattivazione coreografica in cui il repertorio continua a trasformarsi attraverso nuovi corpi, nuovi sguardi e nuove possibilità di danza.

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