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ph. S. Mazzotta

2021

Stefano Mazzotta // Zerogrammi

ELEGìA DELLE COSE PERDUTE

(...) Stefano Mazzotta mette in scena un’opera di pura poesia, sprigionata da una comunità derelitta, esiliata, portatrice d’inquietudini, di desideri, di aspirazioni, di ricerca e attaccamenti alle proprie radici, di abbandono e di speranza. (Giuseppe Distefano | Cittanuova)


(...) Elegìa delle cose perdute riesce con grande poesia a restituirci l’anima del libro di Brandao, delle classi povere rurali, dei semplici, ma ci ricorda anche da dove veniamo, da quale realtà povera e contadina sorga questo paese ora arrogante nel sentirsi ricco e civile, vincente anche quando cor- roso dalle miserie, totalmente sradicato perché incapace di ricordate per cosa ha combattuto e su quali ceneri è risorto. (Enrico Pastore | Il Pickwick)


(...) Opera di grande maturità estetica. (Stefano Tomassini | Artribune)


Il cielo, il sole, la luna, le case all’imbrunire, i piedi inquadrati mentre passano sempre davanti alle stesse porte, la donna che piange , le danze collet- tive animano dall’interno un paesaggio pieno di bellezza quanto lontano da estetismi di maniera: un montaggio figlio del corpo narrante. (Francesca Pedroni | Il Manifesto)



ph. S. Mazzotta, R. Cecchini, U. Dolcini, A. Cova, F. Faleo, P. Matta, V. Cannas, F. Zedda, C. Mammana, G. Casamenti

© zerogrammi
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