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ALCESTI

ARCHIVIO

STEFANO MAZZOTTA

// ZEROGRAMMI

ALCESTI

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UNO SPETTACOLO, UN PROGETTO FOTOGRAFICO, UN PROGETTO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

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Alcesti è un progetto di ricerca coreografica e teatrale ispirato al mito euripideo dell’amore sacrificale e della separazione. Un attraversamento poetico sul tema dell’addio, della perdita e della trasformazione, sviluppato attraverso differenti capitoli performativi autonomi ma profondamente connessi.
Il progetto esplora il confine fragile tra presenza e assenza, tra ciò che resta e ciò che inevitabilmente si dissolve, costruendo paesaggi emotivi sospesi tra intimità e visione.

  • Ma una volta ancora egli le vide il viso, indietro rivolto, in un sorriso chiaro come una speranza, una promessa: a lui tornare adulta dalla cupa morte, a lui vivente...Allora egli le mani premette sulla fronte, inginocchiato, per non vedere più che quel sorriso. (Alcesti, R. M. Rilke)


    La ricerca prende origine dal mito di Alcesti, figura tragica che sceglie di morire al posto del marito Admeto. Più che una trasposizione narrativa del testo classico, il progetto utilizza il mito come campo simbolico attraverso cui interrogare temi universali legati all’amore, al sacrificio, alla memoria e alla separazione. L’immaginario di Alcesti si muove tra corpo e parola, silenzio e rumore interiore, costruendo una drammaturgia fatta di tensioni emotive, paesaggi sonori e immagini essenziali. La scena diventa uno spazio di attraversamento in cui il gesto coreografico dialoga con la fragilità umana e con la difficoltà del lasciare andare.

    Il progetto si sviluppa attraverso differenti capitoli che condividono una stessa matrice poetica ma assumono configurazioni autonome, capaci di abitare contesti e dispositivi differenti.

  • Alcesti si costruisce come un progetto modulare e stratificato, sviluppato attraverso residenze artistiche, ricerca drammaturgica e pratiche coreografiche che intrecciano danza, presenza attorale e composizione sonora.
    Ogni capitolo approfondisce una specifica tensione emotiva e percettiva del progetto, generando differenti modalità di relazione con lo spazio e con lo spettatore. Il processo di ricerca privilegia essenzialità, sottrazione e prossimità, costruendo dispositivi scenici capaci di amplificare la dimensione intima dell’esperienza.

    Fin dalle sue prime fasi, Alcesti si configura come un’opera profondamente corale. Nella sua fase di debutto italiana il progetto ha coinvolto, accanto ai 7 interpreti di Zerogrammi, un ensemble di 15 giovani danzatori impegnati nella costruzione del corpo di ballo, trasformando il processo creativo in uno spazio di trasmissione, attraversamento generazionale e pratica condivisa. Questa esperienza ha costituito il precedente per un dispositivo produttivo replicabile, capace di riattivarsi nel tempo attraverso il coinvolgimento di nuovi ensemble e differenti comunità di interpreti.

    Il progetto ha preso forma attraverso un percorso di residenze e attraversamenti sviluppato tra Italia e Germania, in dialogo con il Theater Osnabrück e con Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto – Centro Coreografico Nazionale.
    Le differenti fasi di creazione hanno permesso al lavoro di confrontarsi con contesti produttivi e sensibilità artistiche eterogenee, incidendo profondamente sulla costruzione del linguaggio scenico e sulla relazione tra corpo, spazio e materia drammaturgica.

    Nel tempo il progetto ha generato nuove traiettorie artistiche e produttive, consolidando collaborazioni internazionali e occasioni di confronto tra linguaggi differenti.

  • ALCESTI (O DEL SUONO DELL'ADDIO)
    2014
    SPETTACOLO // TEATRO E SITE SPECIFIC
    ARCHIVIO
    STEFANO MAZZOTTA
    ALCESTI (O DEL SUONO DELL'ADDIO)
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    ALCESTI (O DEL RUMORE DEI PENSIERI)
    2014
    SPETTACOLO // TEATRO E SITE SPECIFIC
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    STEFANO MAZZOTTA
    ALCESTI (O DEL RUMORE DEI PENSIERI)
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  • Zerogrammi

    FONDERIA39 (It)

    Fondazione Nazionale della Danza (It)

    Theater Osnabrueck (D)

    Agorà Coaching Project (It)

    Teatro Nuovo Torino (It)

    CASA LUFT

    Regione Piemonte

    Ministero della Cultura

  • ALCESTI (O DEL SUONO DELL'ADDIO) // IN SCENA

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    ALCESTI (O DEL SUONO DELL'ADDIO) // IN SCENA
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    ALCESTI (o del suono dell'addio) // teaser#2

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    ALCESTI (o del suono dell'addio) // teaser#1

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    ALCESTI (o del rumore dei pensieri) // teaser#1

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    ALCESTI // UN IMMAGINARIO

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    ALCESTI (O DEL RUMORE DEI PENSIERI // IN SCENA

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    ALCESTI (O DEL RUMORE DEI PENSIERI // IN SCENA
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  • STATO: archivio

    AMBITI: danza contemporanea / teatro fisico / ricerca drammaturgica / mito / memoria emotiva

    FORMATI ATTIVABILI: performance / creazione teatrale / pratica laboratoriale / incontro pubblico

    CONTESTI DI ATTIVAZIONE: teatri / festival / spazi non convenzionali / rassegne contemporanee / contesti di ricerca artistica

    DESTINATARI: pubblico generale / pubblico contemporaneo / studenti / comunità artistiche

    MODALITÀ: indoor / site-sensitive / modulabile

    DURATA: variabile in base al capitolo e alla configurazione

    LINGUE: italiano / non verbale

    PARTNER: festival / enti culturali / coproduttori / reti artistiche

    MATERIALI DISPONIBILI: dossier / teaser / gallery / materiali stampa


(...) Jede noch so kleine, beredte Fingergeste, jede der schnellen, geschmeidigen Tanzfiguren, im Pas de deux oder in der Formation strahlt die emotionale Gewissheit dieser Liebe und dieses Selbstopfers aus. […] ,Es ist, was es ist’ sagt die Liebe hier mit Erich Fried. Und was die Tänzer in ihren jeweiligen Landessprachen beitragen, klingt nicht weniger entschieden.

Christine Adam, Neue Osnabrücker Zeitung


(...) la creazione si distingue per potenza comunicativa, pulizia e rigore nell'immagine e intensa portata emotiva. Stefano Mazzotta si conferma una voce autoriale matura e Zerogrammi una realtà di produzione ormai in pieno sviluppo, pronta per misurarsi in composizioni di largo respiro: una prospettiva ampia che, in tempi di studi e di brevi performance, viene a mancare nel lavoro di molti coetanei.

Maddalena Giovannelli, HYSTRIO


(...) il coreografo, gioca con l’estetica e la tecnica di una maniera molto particolare, convince e cattura, proprio perché le sue opere sono colme di misticismo, umanità, libertà; il tema classico che ha scelto è del resto carico di significato, e nello spettacolo la poca astrazione è contrastata con tanta narrazione e riflessione. Narrazione di qualità con un peso e un messaggio molto intensi.

Giselle Roiz Miranda, GBOpera Magazine


E' nell'espressività della danza che il dramma di Alcesti si attualizza e diviene domanda rispetto alla relazione d'amore e a quanto ad essa, in senso universale come sul piano individuale, ognuno è disposto a dare di sé. Ciò che emerge soprattutto nel passo a due finale, incontro e scontro di Alcesti con colui che per lei è la vita e l'amore stesso e senza il quale mai nessuna sopravvivenza sarebbe posssibile. Per Zerogrammi ripetuti e calorosi gli applausi del Ridotto.

Clelia Stefani, Il Giornale di Vicenza

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