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STEFANO MAZZOTTA
// ZEROGRAMMI
MAPPUGGHJE
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UNO SPETTACOLO, UN PROGETTO FOTOGRAFICO, UN PROGETTO DI RICERCA COREOGRAFICA, UN PROGETTO MULTIMEDIALE
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Mappugghje attraversa la figura di Penelope come corpo dell’attesa, della memoria e del domestico.
Un racconto per danza e voce in cui le piccole cose conservate diventano tracce di amore, tempo e identità.
Il progetto nasce da un periodo di ricerca sviluppato tra Italia e Portogallo, attraversando residenze artistiche, luoghi domestici e materiali autobiografici. Mappugghje prende forma come un lavoro sospeso tra teatro e danza, in cui il corpo dialoga con la parola e con una dimensione scenica intima, fragile, quotidiana.
Al centro del progetto emerge la figura di Penelope: non eroina monumentale, ma presenza silenziosa che abita il tempo dell’attesa.
Un’attesa che non coincide con l’immobilità, ma con una continua trasformazione interiore.Mappugghje è un termine salentino che indica piccoli oggetti conservati senza ordine apparente: cianfrusaglie, resti, memorie domestiche, cose di poco valore che resistono al tempo perché custodiscono una traccia affettiva. L’immaginario del progetto si costruisce attorno a questi frammenti: oggetti dimenticati, scatole, tessuti, fotografie, utensili minimi diventano estensioni della memoria e del corpo.
La figura di Penelope viene attraversata lontano dalla retorica del mito classico: non solo donna che attende, ma corpo che tesse, disfa, conserva, trattiene. Un nomadismo immobile che attraversa la casa, il tempo e la perdita.
La creazione porta in scena un testo originale di Fabio Chiriatti, la cui scrittura attraversa il mito attraverso una lingua profondamente legata alla terra, alla memoria e alla dimensione orale del Sud.
La ricerca coreografica che sta alla base di Mappugghje si sviluppa attraverso una pratica di accumulo e sottrazione.
Gesti quotidiani, azioni minime, materiali autobiografici e frammenti di racconto vengono attraversati fino a trasformarsi in partitura fisica e drammaturgica.La costruzione scenica procede per stratificazioni: il corpo entra in relazione con oggetti, memorie e parole, generando uno spazio sospeso tra presenza reale e dimensione evocativa.
La ricerca lavora sul tempo dell’attesa come esperienza fisica.
Non un tempo vuoto, ma un tempo che modifica, consuma, trattiene e trasforma.Il lavoro si costruisce attorno a una frattura interna del personaggio di Penelope, qui sdoppiato in due presenze sceniche.
Da una parte una Penelope giovane, affidata al corpo di una danzatrice: una figura ancora attraversata dal desiderio, dall’amore e dall’illusione del ritorno.
Dall’altra una Penelope segnata da vent’anni di attesa, interpretata da un'attrice: una presenza che porta in scena la trasformazione del tempo, la disillusione e il mutamento profondo dell’amore.La drammaturgia si sviluppa come dialogo tra due temporalità dello stesso corpo e della stessa memoria.
Danza e parola non illustrano il mito, ma ne attraversano le tensioni emotive: l’attesa, il vuoto, il trattenere, il consumarsi del desiderio.La costruzione scenica procede per accumulo di immagini, frammenti narrativi e azioni minime, lasciando emergere uno spazio sospeso tra memoria domestica e dimensione archetipica.
Nel tempo, Mappugghje ha generato attraversamenti differenti tra scena, ricerca e relazione con i territori.
Il progetto si presta a dialogare con contesti raccolti e non convenzionali, mantenendo una forte vicinanza tra performer e spettatore.Accanto alla forma scenica, il lavoro apre possibilità di attivazione legate alla memoria personale e collettiva: pratiche laboratoriali, raccolte di oggetti e testimonianze, dispositivi narrativi costruiti attorno al tema dell’attesa e del custodire.
Il progetto continua a interrogare il rapporto tra corpo e archivio emotivo, lasciando emergere nuove derive e possibilità di riscrittura.
Zerogrammi
O Espaco do Tempo (Pt)
Spazi Per La Danza Contemporanea (ETI)
Centro de Artes performativas do Algarve Devir Capa (Pt)
Pim Spazio Scenico (It)
Moovin'UP
Gai
Mibac
Ministero della Gioventù)
Regione Piemonte
Ministero della Cultura
Dimora Coreografica (It)
Atelier REAL (Pt)
STATO: archivio
AMBITI: danza contemporanea / mito / femminile / memoria / ricerca poetica
FORMATI ATTIVABILI: - - -
CONTESTI DI ATTIVAZIONE: teatri / festival / spazi culturali / contesti formativi
DESTINATARI: pubblico generale / studenti / comunità artistiche / contesti culturali
MODALITÀ: indoor / modulabile / site-sensitive
DURATA: variabile in relazione al formato
LINGUE: italiano / non verbale
PARTNER: festival / enti culturali / reti artistiche
MATERIALI DISPONIBILI: dossier / gallery / video / press kit



