Andavamo tutti: il processo di Amina Amici in "Aspettando Selve"
- 3 giorni fa
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C’è un momento, in ogni processo creativo, in cui il lavoro smette di essere “un progetto” e diventa una specie di paesaggio. Non ancora uno spettacolo, non ancora una forma definita. Piuttosto un attraversamento. È da lì che si può iniziare a raccontare ANDAVAMO TUTTI di Amina Amici, dentro il tempo prezioso della rassegna Aspettando Selve, a cura dell’Associazione Intelfade.
Un verbo al passato che continua a muoversi
Andavamo tutti è un titolo che contiene già una direzione. Un tempo passato ma aperto. Tiene dentro un movimento condiviso che continua a riverberare nel presente. Il lavoro di Amina nasce dall’incontro con la scrittura di Giancarlo Majorino e porta con sé una domanda radicale: cosa significa davvero “tutti”? Non come categoria astratta, ma come corpo plurale, come materia viva fatta di età, storie, traiettorie diverse.
Nel progetto questa pluralità vuole essere incarnata. Quattro interpreti attraversano insieme lo stesso spazio, senza gerarchie evidenti. Il gesto si costruisce nella relazione, nello scarto, nella possibilità di non coincidere mai completamente.
C’è qualcosa di profondamente politico — ma senza slogan — nel modo in cui il lavoro insiste sul collettivo. Un’idea di comunità fragile, instabile, mai risolta.
Il tempo della residenza
All’interno di Aspettando Selve, la rassegna curata da Intelfade, la creazione trova uno spazio per stare, un dispositivo di pensiero e attesa che crea le condizioni perché qualcosa possa emergere.
Le residenze diventano così luoghi di sospensione produttiva — nel senso più fertile del termine.
Tempo non immediatamente performativo, ma necessario. Tempo in cui il materiale può contraddirsi, disperdersi, ricomporsi nel dialogo con nuovi paesaggi. In questo contesto, il lavoro di Amina sembra trovare un habitat naturale: un ecosistema che non chiede definizione, ma profondità.
Prossime stazioni di posta per Andavamo tutti:
Dal 28 aprile al 3 maggio 2026 in residenza c/o CASA LUFT, Torino
Dall’11 al 20 giugno 2026 in residenza c/o Komm Tanz, Rovereto


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